venerdì 17 dicembre 2010

[Politica] Manifestazioni


Altre suggestive immagini qui qui e qui.

Qual è il senso di una manifestazione? In che modo delle persone che pretendono di fare parte di una società civile, e quindi scelgono di impegnarsi, di manifestare, possono reagire e indignarsi? Ecco una riflessione, forse ingenua, forse parziale, troppo leggera, ma che condivido.

Di Roberto Saviano:

CHI HA LANCIATO un sasso alla manifestazione di Roma lo ha lanciato contro i movimenti di donne e uomini che erano in piazza, chi ha assaltato un bancomat lo ha fatto contro coloro che stavano manifestando per dimostrare che vogliono un nuovo paese, una nuova classe politica, nuove idee.

Ogni gesto violento è stato un voto di fiducia in più dato al governo Berlusconi. I caschi, le mazze, i veicoli bruciati, le sciarpe a coprire i visi: tutto questo non appartiene a chi sta cercando in ogni modo di mostrare un'altra Italia.

I passamontagna, i sampietrini, le vetrine che vanno in frantumi, sono le solite, vecchie reazioni insopportabili che nulla hanno a che fare con la molteplicità dei movimenti che sfilavano a Roma e in tutta Italia martedì. Poliziotti che si accaniscono in manipolo, sfogando su chi è inciampato rabbia, frustrazione e paura: è una scena che non deve più accadere. Poliziotti isolati sbattuti a terra e pestati da manipoli di violenti: è una scena che non deve più accadere. Se tutto si riduce alla solita guerra in strada, questo governo ha vinto ancora una volta. Ridurre tutto a scontro vuol dire permettere che la complessità di quelle manifestazioni e così le idee, le scelte, i progetti che ci sono dietro vengano raccontate ancora una volta con manganelli, fiamme, pietre e lacrimogeni. Bisognerà organizzarsi, e non permettere mai più che poche centinaia di idioti egemonizzino un corteo di migliaia e migliaia di persone. Pregiudicandolo, rovinandolo.

Scrivo questa lettera ai ragazzi, molti sono miei coetanei, che stanno occupando le università, che stanno manifestando nelle strade d'Italia. Alle persone che hanno in questi giorni fatto cortei pieni di vita, pacifici, democratici, pieni di vita. Mi si dirà: e la rabbia dove la metti? La rabbia di tutti i giorni dei precari, la rabbia di chi non arriva a fine mese e aspetta da vent'anni che qualcosa nella propria vita cambi, la rabbia di chi non vede un futuro. Beh quella rabbia, quella vera, è una caldaia piena che ti fa andare avanti, che ti tiene desto, che non ti fa fare stupidaggini ma ti spinge a fare cose serie, scelte importanti. Quei cinquanta o cento imbecilli che si sono tirati indietro altrettanti ingenui sfogando su un camioncino o con una sassaiola la loro rabbia, disperdono questa carica. La riducono a un calcio, al gioco per alcuni divertente di poter distruggere la città coperti da una sciarpa che li rende irriconoscibili e piagnucolando quando vengono fermati, implorando di chiamare a casa la madre e chiedendo subito scusa.

Così inizia la nuova strategia della tensione, che è sempre la stessa: com'è possibile non riconoscerla? Com'è possibile non riconoscerne le premesse, sempre uguali? Quegli incappucciati sono i primi nemici da isolare. Il "blocco nero" o come diavolo vengono chiamati questi ultrà del caos è il pompiere del movimento. Calzano il passamontagna, si sentono tanto il Subcomandante Marcos, terrorizzano gli altri studenti, che in piazza Venezia urlavano di smetterla, di fermarsi, e trasformano in uno scontro tra manganelli quello che invece è uno scontro tra idee, forze sociali, progetti le cui scintille non devono incendiare macchine ma coscienze, molto più pericolose di una torre di fumo che un estintore spegne in qualche secondo.

Questo governo in difficoltà cercherà con ogni mezzo di delegittimare chi scende in strada, cercherà di terrorizzare gli adolescenti e le loro famiglie col messaggio chiaro: mandateli in piazza e vi torneranno pesti di sangue e violenti. Ma agli imbecilli col casco e le mazze tutto questo non importa. Finito il videogame a casa, continuano a giocarci per strada. Ma non è affatto difficile bruciare una camionetta che poliziotti, carabinieri e finanzieri lasciano come esca su cui far sfogare chi si mostra duro e violento in strada, e delatore debole in caserma dove dopo dieci minuti svela i nomi di tutti i suoi compari. Gli infiltrati ci sono sempre, da quando il primo operaio ha deciso di sfilare. E da sempre possono avere gioco solo se hanno seguito. E' su questo che vorrei dare l'allarme. Non deve mai più accadere.

Adesso parte la caccia alle streghe; ci sarà la volontà di mostrare che chi sfila è violento. Ci sarà la precisa strategia di evitare che ci si possa riunire ed esprimere liberamente delle opinioni. E tutto sarà peggiore per un po', per poi tornare a com'era, a come è sempre stato. L'idea di un'Italia diversa, invece, ci appartiene e ci unisce. C'era allegria nei ragazzi che avevano avuto l'idea dei Book Block, i libri come difesa, che vogliono dire crescita, presa di coscienza. Vogliono dire che le parole sono lì a difenderci, che tutto parte dai libri, dalla scuola, dall'istruzione. I ragazzi delle università, le nuove generazioni di precari, nulla hanno a che vedere con i codardi incappucciati che credono che sfasciare un bancomat sia affrontare il capitalismo. Anche dalle istituzioni di polizia in piazza bisogna pretendere che non accadano mai più tragedie come a Genova. Ogni spezzone di corteo caricato senza motivazione genera simpatia verso chi con casco e mazze è lì per sfondare vetrine. Bisogna fare in modo che in piazza ci siamo uomini fidati che abbiano autorità sui gruppetti di poliziotti, che spesso in queste situazioni fanno le loro battaglie personali, sfogano frustrazioni e rabbia repressa. Cercare in tutti i modi di non innescare il gioco terribile e per troppi divertente della guerriglia urbana, delle due fazioni contrapposte, del ne resterà in piedi uno solo.

Noi, e mi ci metto anche io fosse solo per età e per - Dio solo sa la voglia di poter tornare a manifestare un giorno contro tutto quello che sta accadendo - abbiamo i nostri corpi, le nostre parole, i colori, le bandiere. Nuove: non i vecchi slogan, non i soliti camion con i vecchi militanti che urlano vecchi slogan, vecchie canzoni, vecchie direttive che ancora chiamano "parole d'ordine". Questa era la storia sconfitta degli autonomi, una storia passata per fortuna. Non bisogna più cadere in trappola. Bisognerà organizzarsi, allontanare i violenti. Bisognerebbe smettere di indossare caschi. La testa serve per pensare, non per fare l'ariete. I book block mi sembrano una risposta meravigliosa a chi in tuta nera si dice anarchico senza sapere cos'è l'anarchismo neanche lontanamente. Non copritevi, lasciatelo fare agli altri: sfilate con la luce in faccia e la schiena dritta. Si nasconde chi ha vergogna di quello che sta facendo, chi non è in grado di vedere il proprio futuro e non difende il proprio diritto allo studio, alla ricerca, al lavoro. Ma chi manifesta non si vergogna e non si nasconde, anzi fa l'esatto contrario. E se le camionette bloccano la strada prima del Parlamento? Ci si ferma lì, perché le parole stanno arrivando in tutto il mondo, perché si manifesta per mostrare al Paese, a chi magari è a casa, ai balconi, dietro le persiane che ci sono diritti da difendere, che c'è chi li difende anche per loro, che c'è chi garantisce che tutto si svolgerà in maniera civile, pacifica e democratica perché è questa l'Italia che si vuole costruire, perché è per questo che si sta manifestando. Non certo lanciare un uovo sulla porta del Parlamento muta le cose.
Tutto questo è molto più che bruciare una camionetta. Accende luci, luci su tutte le ombre di questo paese. Questa è l'unica battaglia che non possiamo perdere.
Ed ecco una risposta di uno studente.


martedì 7 dicembre 2010

[Linux] Perl

Perl è un linguaggio di programmazione (una specie di linguaggio interpretato (ma la questione non è banale)) che eredita molte delle caratteristiche del C, dell'awk, di sed e di chissà quanti altri linguaggi, creato nel 1987 da Larry Wall (un tipo.. interessante!).

Perl è un ottimo strumento per la manipolazione di stringhe e testo (leggi espressioni regolari) e per le sue caratteristiche è usato da moltissimi sistemisti. (Perl non è un acronimo, anche se ci si riferisce a questo linguaggio come al Practical Extraction and Report Language) pensato per essere facile da imparare e intuitivo (il motto preferito dai perlisti è TMTOWTDI). Questo NON significa che non possa essere utilizzato in modo del tutto incomprensibile. Il numero di moduli ne testimonia l'evoluzione a tutto campo.

http://www.perl.org/

per chi come me volesse cominciare

http://www.perl.org/learn.html


Barzelletta per voi

#!/usr/bin/perl
# joke1.pl
use strict;
use strict;
my @questions = qw(Java Python Perl C);
my @punchlines = (
    "None. Change it once, and it's the same everywhere.",
    "One. He just stands below the socket and the world revolves around him.",
    "A million. One to change it, the rest to try and do it in one line of code.",
    '"CHANGE?!!"'
);
print "Please enter a number between 1 and 4: ";
my $selection = <STDIN>;
$selection -= 1;
print "How many $questions[$selection] ";
print "programmers does it take to change a lightbulb?\n\n";
sleep 2;
print $punchlines[$selection], "\n";
                                                                (fonte: Beginning Perl, 3rd ed)

lunedì 6 dicembre 2010

[Film] Scandalo a Filadelfia



Voto:  7.5 

Il Film: ('eh.. mi sono un po' addormentata') 
Commedia americana centrata su una donna (magrissima) divorziata  e alle prese con un nuovo matrimonio. Reggono la scena i dialoghi, le gag e le relazioni tra i personaggi. Ci sono i giornalisti che fingono di essere amici, la protagonista che finge di essere innamorata, l'ex marito che finge di essere disinteressato...e nel frattempo si sviluppa il tema della figura femminile (dea o donna? emancipata o "tradizionale"?), il tema politico dell'essere americano (Filadelfia, città della costituzione) e delle differenze sociali e la critica ironica a una struttura borghese e rigida della buona società.

Trama

Tracy Lord è una viziata ed altezzosa ragazza dell'alta società di Filadelfia. Stanca del marito Dexter Haven divorzia e lo sbatte fuori di casa. Successivamente si innamora di George, un nouveau riche, buono e lavoratore ma anche un po' noioso, e decide di risposarsi. Dexter, sempre innamorato della ex moglie, incarica un giornalista di una rivista scandalistica di appiccicarsi alle costole di Tracy, cercando nel frattempo in tutti i modi di mandare a monte le nozze. Il giornalista riuscirà a far capire a Tracy chi ama in realtà.

domenica 28 novembre 2010

[Film] Blade Runner


Voto: 8

Il film: Un cult. Ispirato al romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? (1968, P.K. Dick), presenta in realtà notevoli differenze. 

Nel libro, ambientato in una lontana Los Angeles , gli androidi sono delle "macchine", dei replicanti assolutamente perfetti incapaci di provare empatia, sentimento che invece caratterizza la comunità collettiva umana per mezzo delle "scatole empatiche". Il protagonista, un cacciatore di taglie con il desiderio di possedere un vero animale, lotta con la propria coscienza per riuscire ad uccidere i replicanti sfuggiti al controllo umano. Il riconoscimento di un androide avviene tramite un test empatico (Voight-Kampff), ed è sempre più difficile dato il livello tecnologico dei droidi.

Nel film questo aspetto si perde: l'androide Rachel con il quale il protagonista ha una storia è ben lontana dalla squallida Rachel del libro. La città, (che può ricordare Metropolis), è sovraffollata, caotica e umida (e la gente gira con questi), mentre nel libro è deserta. Il film eredita però le problematiche profonde, che anche senza scomodare Cartesio, coinvolgono il senso dell'essere (umano o androide) e una riflessione sull'etica del progresso. E' ad esempio interessante (e del resto impossibile non) interrogarsi sulla vera natura di Deckard.

Il film si conclude la celebre frase di Roy:
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire”


Trama:

Sei replicanti sono fuggiti dalle colonie extramondo e hanno cercato di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente data di termine. Uno di questi dopo essere stato riconosciuto è riuscito a scappare sparando all'agente che lo stava sottoponendo ad un test per il riconoscimento dei replicanti. Deckard viene allora forzatamente richiamato in servizio per ritirare i replicanti. Per provare il test, sottopone Rachel al Voight-Kampff scoprendo a sorpresa la sua vera identità di replicante.
Attraverso le indagini Deckard scopre che una spogliarellista è una dei replicanti e riesce a raggiungerla ed a ritirarla.
Il capitano Bryant informa Deckard che dovrà ritirare anche Rachael, che è scomparsa dalla Tyrell dopo aver subìto il test. Deckard decide di graziare Rachael e di nasconderla a casa sua, dove i due si innamorano. Gli altri replicanti uccidono il dott. Tyrell, il loro creatore, cavandogli gli occhi con i pollici.
Deckard si reca nell'appartamento dei replicanti e li affronta, scappando poi con Rachel.

giovedì 25 novembre 2010

[Politica] Manifestazioni e Manganelli

Gli avvenimenti di oggi, durante la manifestazione studentesca:
DUE CONTUSI A LORETO - In piazzale Loreto, all'angolo con viale Gran Sasso, manifestanti e forze dell'ordine sono arrivati due volte al contatto. Nel primo caso si è trattata di una carica di alleggerimento, nel secondo caso i tafferugli sono esplosi con maggiore violenza. Le cariche, a colpi di manganello, sono scattate sulla scala della stazione e lungo i binari del tram. Sono due i giovani rimasti contusi alla testa e al volto da alcune manganellate. Un centinaio di studenti ha presidiato per un paio d'ore l’incrocio tra viale Abruzzi e viale Gran Sasso, circondati da poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. Il corteo degli studenti si è poi mosso verso la facoltà di Fisica della Statale, dove una trentina di ricercatori del Politecnico è salita sul terrazzo per protestare contro il ddl Gelmini.

«CARICATI SELVAGGIAMENTE» - Gli organizzatori del corteo, dal tetto della Facoltà di Fisica, hanno parlato di «carica selvaggia» e di «brutale aggressione» da parte delle forze dell'ordine. La questura ha invece precisato che in entrambi i casi si è trattato di brevi tafferugli per impedire al corteo di recarsi, in un caso a occupare la stazione Fs di Lambrate, e nell'altro di continuare a sciamare per le vie della città e che comunque «si trattava di percorsi non autorizzati», diversi da quelli concordati per il corteo. Durante la conferenza stampa sul tetto del Politecnico, gli organizzatori del corteo hanno parlato di 6-7 feriti tra i manifestanti. Il 118 ha trasportato una sola persona da viale Abruzzi: si tratta di uno studente di 18 anni dell'Istituto Manzoni, che è stato portato al Fatebenefratelli in codice verde. Il giovane, la cui posizione giuridica è in corso di valutazione da parte della questura, avrebbe riportato un «trauma cranico e una contusione facciale». Altri due o tre manifestanti, durante i tafferugli sono stati visti doloranti, tra cui un paio di ragazze. Secondo gli studenti sono andati da soli al pronto soccorso per farsi sottoporre ad accertamenti. La questura ha precisato che nessuno studente è stato posto in stato di fermo.
DE CORATO: DANNI PER 60 MILA EURO - «Almeno 60mila euro». A tanto ammontano, secondo il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, i danni provocati dal corteo degli studenti. Un corteo, «il 18esimo da inizio anno», che per De Corato si è trasformato nell'«ennesimo brutto spettacolo e che si è distinto, tra l'altro, per i tafferugli con le forze dell'ordine in via Boiardo, a Loreto e viale Abruzzi, l'occupazione dell'Agenzia delle Entrate e l'irruzione in Università». Disordini che «mascherano l'ennesimo flop perché il canovaccio è stato recitato dallo 0,3% degli studenti milanesi (500 persone su 150 mila), ma costerà alla collettività».

                                                             (Redazione Online, Corriere della Sera)

Le dichiarazioni di De Corato si commentano da sole.

Questo è l'ennesimo video che documenta le ennesime manganellate, partite ancora una volta senza un motivo apparente.

























Qui altre immagini


http://milano.corriere.it/milano/gallery/milano/11-2010/scuola/2/corteo-scontri-la-polizia_23a6c2fa-f899-11df-a985-00144f02aabc.shtml


D'altra parte, cosa possiamo aspettarci in un paese dove la gente guarda questo:

http://tv.repubblica.it/dossier/la-protesta-degli-studenti/proteste-studenti-fede-gentaglia-bisognerebbe-menargli/57178?video=&pagefrom=1&ref=HREA-1


Il corteo si è concluso a fisica, dove una trentina di ricercatori hanno occupato il tetto di fisica.

RICERCATORI SUL TETTO - «Vogliamo una discussione pubblica, con un vero contraddittorio, perché la gente non sa che cosa si sta facendo all'Università», hanno chiesto i ricercatori. «Sono mesi che protestiamo - dice Alessandro Dama, ricercatore - nonostante manifestazioni, mozioni di facoltà e del Consiglio Accademico che sostegno le nostre ragioni e le nostre perplessità non riusciamo ad ottenere l'attenzione dei media e del pubblico. Non è un caso se un'università ha comprato una intera pagina, a pagamento quindi, su un quotidiano (il Corriere, ndr). E di conseguenza la Gelmini riesce così a spacciare una riforma contro i giovani come una riforma contro i baroni». «Ci stiamo organizzando per la notte, perché abbiamo deciso di proseguire il presidio, per ora rimarremo qui questa notte con un gruppetto di una quindicina di colleghi, poi si vedrà», ha spiegato uno dei coordinatori della protesta.

Non riesco a non essere critico. Fisica si sta trovando ad essere (senza un ottimo motivo) logisticamente un centro abbastanza attivo nelle proteste. Il gruppo dei ricercatori, all'interno dei vari CCD e CDF è tra i più attivi. Eppure, il gruppo che oggi ha deciso per l'occupazione del tetto era totalmente disorganizzato, senza striscioni, megafoni, senza neppure una chiara idea di cosa si stava facendo. Si è fatto fatica a trovare qualcuno per rilasciare dichiarazioni ai telegiornali.. e ancora una volta non vedo quello che vorrei.

Questo è il comunicato elaborato:
Siamo sul tetto di Fisica!
Siamo ricercatori e studenti in mobilitazione contro il ddl Gelmini e l’affossamento dell’università e della ricerca pubbliche. Oggi abbiamo manifestato in piazza a Milano, dando voce al dissenso del mondo universitario proprio mentre alla Camera era in discussione un ddl inaccettabile sia nel merito che nel metodo con cui viene imposto.
Dopo la giornata di proteste e mobilitazioni in tutta Italia, la discussione del ddl è slittata a martedì 30 novembre, una piccola ma importante vittoria. Nonostante anche oggi i manganelli di Maroni abbiano provato a zittire chi manifesta per salvare l’istruzione pubblica, non avremo paura di tornare in piazza per bloccare definitivamente “questa riforma”.
Il ministro Gelmini ha dimostrato di non essere in grado di gestire una riforma seria del sistema universitario che non può essere determinata dai tagli imposti dal Ministro dell’ Economia. La giornata di oggi in piazza ha dimostrato un’altra volta che questo è un governo debole che sa rispondere unicamente con la propaganda e con la forza.
Siamo in mobilitazione permanente, da oggi nuovamente nelle strade e sui tetti della città; per domani invitiamo chiunque abbia a cuore il futuro dei giovani e del paese a partecipare ad una grande assemblea pubblica. Da questa sera passate a trovarci sul tetto di Fisica, per guardare insieme il cielo nella speranza di vedere una (Maria) Stella cadente.
>> MOBILITAZIONE PERMANENTE SUL TETTO DI FISICA
>> VENERDì 26/11 ORE 12.00, VIA CELORIA 16: ASSEMBLEA PUBBLICA!
Ricercatori e studenti dal tetto
http://cttastudi.noblogs.org
www.rete29aprile.it

lunedì 22 novembre 2010

[Linux] Compiz

Ecco una cosa di cui non sono un fanatico, appena installata e configurata sul pc di un amico. Il mio pensiero è: se volete sprecare le risorse del vostro sistema e siete attratti come falene dagli effettini, fate pure e divertitevi. Io non mi sento un fanatico, ma meno c'è, meglio è. Provare per credere.

Per usare una metafora sportiva: quando giocavo a beach volley (esercizio: confrontare il # di culi qui, qui e qui), il mio allenatore una volta disse che schiacciare fa bagnare le fighe, ma non serve a fare punto. 


Compiz is an OpenGL compositing manager that use GLX_EXT_texture_from_pixmap for binding redirected top-level windows to texture objects. It has a flexible plug-in system and it is designed to run well on most graphics hardware.

Okay, this description isn’t really meaningful. In a nutshell, Compiz is a compositing manager, which means that it enhances the overall user interaction by adding fancy effects to your windows, from drop shadows to awesome desktop effects like the Desktop Cube or the Expo
Compiz can also be a window manager, which means that it is the software between you and your desktop apps. It enables you to move or resize windows, to switch workspaces, to switch windows easily (using alt-tab or so), and so on.
       http://www.compiz.org/


[Politica] Citazioni leghiste


Leggo  qui e ripropongo a mia volta. 


Non intendo usare il lavoro di altri, sia chiaro. Sto creando anche io un mio piccolo database.
  • Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
  • Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • Per i negri bisognerebbe usare pallottole di gomma e prendergli le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
  • La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
  • Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga. (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)
  • Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati... anche nelle foibe. (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)
  • A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Carrozze metro solo per milanesi. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • Sono stato, sono e rimarrò un razzista secondo le ultime direttive UE poichè credo, e aspetto smentita da quei pochi che mi leggono, che certe notizie riportate solo da Il Giornale definiscano chiaramente che tra razza e razza c'è e ci deve essere differenza. (Giacomo Rolletti, assessore all’ambiente di Varazze)
  • Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell'ordine l'autorità di provvedere all'esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati. (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)
  • Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • E' un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Viva la famiglia e abbasso i culattoni! (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità. (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)
  • Vergognati, extracomunitario! (Loris Marini, vicepresidente della sesta circoscrizione di Verona)
  • Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto. (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)
  • Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • E' proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione. (Roberto Castelli, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti)
  • Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • Mi faccia una lega! (Gino Volta, consigliere comunale di Castel San Pietro Terme, su un paio di slip regalati al sindacoSara Brunori)
  • Le nozze miste, in linea di massima, durano poco e producono più danni che fortune. (Marco Rondini, deputato)
  • L'immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)
  • Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Oggi abbiamo avuto notizia che si è suicidato un mafioso, un ex 41 bis, detenuto del carcere di Catania. Certo che se altri pedofili e mafiosi facessero la stessa cosa non sarebbe affatto male. (Gianluca Buonanno, deputato)
  • Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. (Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)
  • Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • E' inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici. (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)
  • Gli islamici rompono il cazzo nelle scuole e vorrebbero privarci dei nostri simboli. (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)